Campobasso: Molichrom 2025. Festival della Fotografia Nomade

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Dal 10 gennaio al 16 febbraio 2025 il Molise torna ad essere il centro della fotografia internazionale e contemporanea con la IV Edizione di “Molichrom: Festival della Fotografia Nomade”. Mostre, incontri e workshop per la direzione artistica di Eolo Perfido e l’organizzazione di Associazione Tèkne.

“… trasformare il nomadismo forzato da tragedia umanitaria a opportunità di rinnovamento sociale e culturale.”

Tra gli eventi più significativi della IV Edizione mostre, talk e workshop : Alessio Romenzi, Woman In Street con Barbara Di Maio e Francesca Tiboni, il workshop di Andrea Boccalini, i Talk su AI, Amnesty International Italia, femminismo, guerra e migrazioni, le associazioni locali tra mondi in macerie e mondi possibili, sognati e civili.

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 “ questa edizione si concentra su una delle più drammatiche declinazioni del nomadismo contemporaneo: le migrazioni forzate causate dai conflitti – afferma il Direttore Artistico Eolo Perfido – La guerra ha sempre rappresentato uno dei più potenti catalizzatori del nomadismo forzato nella storia dell’umanità. Dalle antiche deportazioni assire alla contemporanea crisi dei rifugiati, il conflitto armato continua a essere la principale causa di spostamenti di massa della popolazione civile, creando quella che potremmo definire una forma di “nomadismo della sopravvivenza“.

Il Molichrom Festival ha fatto del Nomadismo la sua chiave di lettura del mondo: un evento di fotografia internazionale e contemporanea che vede il Molise protagonista e crocevia di incontri. “Oggi, il nomadismo bellico assume forme diverse rispetto al passato ma non meno drammatiche. I conflitti moderni, spesso caratterizzati da guerre civili e crisi prolungate, creano situazioni di sfollamento che possono durare generazioni. I campi profughi, concepiti come soluzioni temporanee, diventano spesso insediamenti semi-permanenti dove si sviluppano nuove forme di società nomadi urbane. Il rapporto tra guerra e nomadismo è uno dei più complessi fenomeni del nostro tempo. Comprendere questa relazione non è solo un esercizio accademico, ma una necessità pratica per sviluppare risposte più efficaci alle crisi umanitarie. In un mondo dove i conflitti continuano a generare massicci spostamenti di popolazione, la sfida è quella di trasformare il nomadismo forzato da tragedia umanitaria a opportunità di rinnovamento sociale e culturale” leggi il resto dell’articolo»

In un momento storico segnato da guerre e crisi umanitarie globali, il Festival propone una riflessione profonda sulle conseguenze umane dei conflitti armati. La mostra principale “L’ultimo Ballo: Vite sospese al tempo della guerra” vede protagonista il fotoreporter Alessio Romenzi, che attraverso i suoi scatti ci conduce nelle zone più calde del pianeta, documentando non solo gli scenari di guerra, ma soprattutto l’impatto devastante sui civili costretti all’esilio.

In dialogo con questo tema, il progetto di Molichrom Lab, in collaborazione con le Associazioni Fotografiche locali, porta l’attenzione sul territorio molisano, presentando i volti e le storie dei rifugiati che hanno trovato accoglienza nella regione con Verso Casa. Un racconto visivo sull’esilio forzato che trasforma il concetto astratto di migrazione in storie concrete di resistenza e speranza.

Il programma di questa edizione si arricchisce di contributi significativi grazie a Talk con personalità di alto spessore: venerdì 10 gennaio con Alessio Romenzi e il racconto della fotografia di guerra Scatti di Conflitto. Sabato 11 si discuterà di intelligenza artificiale con Paolo BenantiIl Futuro della Fotografia: Etica e Creatività nell’era dell’IA”.

Domenica 12 saremo con Barbara di Maio e Francesca Tiboni dalle ore 10.00 faremo la passeggiata fotografica gratuita e aperta a tutti/e per le strade di Campobasso, mentre nel pomeriggio sempre con loro il Talk “Uno sguardo al femminile sulla Street Photography: Women in Street_Italy”.

Martedì 14 incontreremo Amnesty international Italia nella persona di Tina Marinari “Crimini di guerra e contro l’umanità nella Striscia di Gaza”.

Immancabili i nostri approfondimenti laboratoriali, per questa IV edizione Andrea Boccalini, noto ritrattista della scena Jazz mondiale arricchisce il programma con un workshop sul ritratto ambientato. Un buon ritratto nasce da una relazione umana. Il successo di una sessione di ritratto dipende per il 90% dalla comprensione del valore emotivo delle nostre scelte e dalla capacità di connettersi con il soggetto. Quando smettiamo di essere solo fotografi e trasformiamo la sessione in uno scambio, un incontro, il ritratto diventa autentico. Un buon ritratto deve invece rivelare il soggetto. Nel workshop esploreremo cosa significa davvero ritrarre una persona.

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Molichrom, facendo del nomadismo il fil rouge di tutte le edizioni, continua a esplorare il concetto di “sguardo nomade”, promuovendo una visione che supera i confini geografici e culturali. La fotografia diventa uno strumento che permette di esplorare realtà diverse attraverso gli occhi di chi le ha vissute in prima persona, offrendo nuove prospettive sulla complessità del mondo contemporaneo.
Il Festival in questa edizione si propone come spazio di riflessione sulla mobilità forzata e sulla necessità di costruire ponti di comprensione tra culture diverse. Nato da un’idea sviluppata con l’associazione Tèkne, gruppo di professionisti appassionati di cultura e arte da sempre impegnati nella promozione del territorio, il festival rappresenta un’iniziativa coraggiosa che, attraverso la cultura visiva e la fotografia contemporanea, contribuisce a valorizzare e far conoscere il Molise oltre i suoi confini, trasformandosi in un’opportunità di rinascita culturale per l’intera regione. Il festival promuove l’apertura alla diversità culturale e l’esplorazione come mezzo di pace, consapevolezza e ricchezza.

Molichrom è co-finanziato dal Piano Sviluppo e Coesione della Regione Molise.

Gli eventi:

10 Gennaio 2025
Palazzo GIL – Campobasso ore 18:30
Scatti di Conflitto: la fotografia di guerra raccontata
con Alessio Romenzi

11 Gennaio 2025
Palazzo GIL – Campobasso ore 18:30
“Il Futuro della Fotografia: Etica e Creatività nell’era dell’IA”.
Incontro con Paolo Benanti

12 Gennaio 2025 
Passeggiata fotografica per le strade di Campobasso con Barbara Di Maio e Francesca Tiboni ore 10:00

Palazzo GIL – Campobasso ore 18:30
Uno sguardo femminile sulla street photography: Women in Street Italy
Incontro con Barbara Di Maio e Francesca Tiboni.

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14 Gennaio 2025
Palazzo GIL Campobasso ore 18:30
Crimini di guerra e contro l’umanità nella Striscia di Gaza
con Tina Marinari di Amnesty International Italia

Workshop
11 e 12 Gennaio 2025
“Dal ritratto al ritratto ambientato” con Andrea Boccalini

Programma

Mostra principale
La mostra principale “L’ultimo Ballo: Vite sospese al tempo di guerra” vede protagonista il fotoreporter Alessio Romenzi, che attraverso i suoi scatti ci conduce nelle zone più calde del pianeta, documentando non solo gli scenari di guerra, ma soprattutto l’impatto devastante sui civili costretti all’esilio.

Mostra delle Associazioni Fotografiche Molisane
In dialogo con questo tema, il progetto di Molichrom Lab, in collaborazione con le Associazioni Fotografiche locali, porta l’attenzione sul territorio molisano, presentando i volti e le storie dei rifugiati che hanno trovato accoglienza nella regione con Verso Casa. Un racconto visivo sull’esilio forzato che trasforma il concetto astratto di migrazione in storie concrete di resistenza e speranza.

Talk N.1 10 Gennaio 2025 


Scatti di Conflitto: La Fotografia di Guerra Raccontata da Alessio Romenzi
Il recente conflitto in Ucraina e Palestina ha portato un’inondazione di immagini sui media. Alcune fotografie riescono a colpire profondamente, restando impresse nella memoria e chiarendo la situazione. Alessio Romenzi, celebre fotografo italiano con esperienza in Siria, Iraq, Libia, Afghanistan e Ucraina, discuterà del ruolo cruciale del fotografo di guerra. Verranno esaminati la preparazione necessaria, le scelte da compiere e l’impatto emotivo delle immagini che raccontano storie di conflitti.

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Alessio Romenzi lavora come fotografo di guerra freelance dal 2009. Dopo essersi trasferito a Gerusalemme, ha documentato ampiamente gli eventi della Primavera Araba, concentrandosi in particolare su Egitto e Libia. Ha collaborato con Agence France-Presse, ONU e Croce Rossa Internazionale. Le sue missioni fotografiche lo hanno portato nelle aree di crisi in Medio Oriente, Africa ed Europa. Attualmente, è impegnato in un progetto a lungo termine sui rifugiati della guerra civile siriana e ha documentato la guerra civile in Iraq e la battaglia di Mosul.
Nel 2018, ha presentato alla 75ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia il documentario “Isis, Tomorrow. The Lost Souls of Mosul”, realizzato con Francesca Mannocchi, che esplora la vita dei figli dei miliziani dell’ISIS. Tra i suoi riconoscimenti, ha vinto il World Press Photo of the Year 2013 nella categoria General News – Stories, il primo premio dell’Unicef Picture of the Year 2012 e il primo premio nella sezione attualità dei Sony World Photography Awards del 2017 con il reportage “We are taking no prisoners” sull’assedio di Sirte da parte dell’esercito libico.

Talk N.2 – 11 Gennaio 2025
La fotografia al tempo dell’Intelligenza Artificiale: incontro con Paolo Benanti
L’Intelligenza Artificiale sta diventando sempre più pervasiva, sollevando preoccupazioni che possa sostituire le capacità umane, soprattutto nel campo dell’arte visiva e della fotografia. Questa tecnologia permette la creazione e manipolazione avanzata delle immagini tramite software open source, sollevando questioni su autorialità e autenticità. Anche con l’avvento della fotografia digitale si erano poste domande simili, e la manipolazione delle immagini è una pratica antica. Mentre l’IA potrebbe rendere obsolete alcune tecniche fotografiche tradizionali, il vero dibattito è se essa possa creare una nuova iconografia. Analizzare le opere e le pratiche artistiche è cruciale per comprendere se stiamo vivendo un’evoluzione nella produzione di immagini o una ridefinizione del concetto di autore.

Talk N.3 12 Gennaio 2025
Uno sguardo femminile sulla street photography: Women in Street_Italy
Il tema della fotografia femminile ha recentemente guadagnato molta attenzione, con numerose iniziative volte a rivalutare la storia della fotografia attraverso la prospettiva delle donne fotografe. Sono stati creati podcast, collettivi, pubblicati libri e lanciate riviste interamente dedicate a questo argomento. Ci si può dunque chiedere perché, nonostante l’abbondanza di materiale di alta qualità prodotto da fotografe nel corso degli anni, solo ora si inizi a riconoscerne il valore storico e a promuovere il lavoro delle fotografe contemporanee.
Women in Street Italy è una community online, costola del progetto internazionale Women in Street, che si dedica alla promozione della fotografia di strada al femminile.
Ne parleremo con le sue fondatrici, Barbara Di Maio e Francesca Triboni.

Barbara Di Maio, nata a Salerno nel 1974, è interprete e traduttrice con una lunga passione per la fotografia. Ha studiato al Centro Internazionale di Fotografia di New York (ICP) e ha ottenuto un Master in Fotogiornalismo e Reportage a Roma.
Negli ultimi dieci anni, si è concentrata sulla fotografia antropologica e sociale, documentando folclore, tradizioni e culture popolari. Ha partecipato a numerose mostre collettive, con un forte interesse per il tema delle donne.

Francesca Tiboni è originaria di un piccolo villaggio vicino al Lago di Garda, in Italia, e attualmente risiede a Cagliari, in Sardegna. Ottimista per scelta, ha una grande passione per l’umanità e fotografa tutto ciò che le piace, interessandosi a esperienze di vita e prospettive diverse. All’università ha studiato arabo ed ebraico per comprendere e ascoltare meglio. Sebbene la sua laurea non l’abbia portata a una carriera in quel campo, ha a lungo fatto volontariato per accogliere stranieri e supportare persone in carcere, esperienze che le hanno cambiato la vita.

Talk N.4 – 14 Gennaio 2025
Crimini di guerra e contro l’umanità nella Striscia di Gaza 
con Tina Marinari di Amnesty International Italia

Workshop:
11/12 Gennaio 2025

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“Dal ritratto al ritratto ambientato” con Andrea Boccalini
Un buon ritratto nasce da una relazione umana. Il successo di una sessione di ritratto dipende per il 90% dalla comprensione del valore emotivo delle nostre scelte e dalla capacità di connettersi con il soggetto. Quando smettiamo di essere solo fotografi e trasformiamo la sessione in uno scambio, un incontro, il ritratto diventa autentico. Se resta solo una dinamica fotografo-soggetto, si crea una distanza che si riflette nell’immagine, rischiando di rappresentare più il fotografo che il soggetto. Un buon ritratto deve invece rivelare il soggetto. Nel workshop esploreremo cosa significa davvero ritrarre una persona. La luce, l’inquadratura, il punto di ripresa e la scelta della focale diventeranno strumenti per l’introspezione del personaggio, piuttosto che semplici elementi estetici.

Andrea Boccalini, ha iniziato la propria attività da professionista con il reportage lavorando in diversi progetti in Guatemala.
Dopo il reportage è subentrata la passione per la per la ritrattistica, che insieme alla passione per il jazz lo ha condotto a scattare le immagini di oltre 200 dischi e a collaborare con alcuni degli artisti più importanti del panorama jazz mondiale. Il readers pool di Jazzit lo ha decretato per sei anni consecutivi miglior fotografo jazz italiano.
Negli ultimi anni ha collaborato con riviste nazionali e internazionali (New York Times, New York Post, Jazztimes, Downbeat, Rolling Stones, Musica Jazz e molte altre). Da anni segue con la fotografia storie ai margini, riportando al centro la dignità delle persone che vivono in contesti periferici, periferia urbana e periferia sociale.
Attivo come fotografo per campagne pubblicitarie e di corporate tutte declinate nella ritrattistica, ha avuto tra i suoi clienti; Huawei, Samsung, Pirelli, Galbani Francia, Ducati, Lavazza, Bim produzione.
Docente della Leica Akademie, è stato ospite con Workshop, seminari e mostre di alcuni tra i più importanti festival di fotografia. E’ stato il primo fotografo coinvolto nel progetto arte nelle scuole per la fondazione MAXXI.
Consulente scientifico per le ultime tre stagioni del programma di di Sky Arte “Master of Photography”.
Ha illustrato l’ultimo numero del libro “The passenger” dedicato a Roma.



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